FEDERICO RAMPINI / AMERICA. VIAGGIO ALLA RISCOPERTA DI UN PAESE
America impero del male o patria della libertà? Una nazione creatrice di miti e valori o un Paese in declino e diviso? Come si spiegano la tragica sequenza delle sparatorie e il record delle start-up? Capire l'America è una sfida oggi più che mai: ci fa velo un secolo di stereotipi costruiti da cinema e letteratura, moda e arte, musica e serie televisive. Si aggiunge la rinascita di un antiamericanismo viscerale e antico, che condiziona molti italiani. Federico Rampini, che in America ha vissuto e vive da quasi un quarto di secolo, firma un ritratto illuminante degli Stati Uniti che enuclea i grandi e piccoli problemi del Paese. L'autore compie uno slalom fra le contraddizioni, regalandoci una guida di viaggio in senso letterale: perché si può comprendere l'America solo vivendola e guardandola dietro alle apparenze.
MATTEO CACCIA / VOCI CHE SONO LA MIA COME LE STORIE CI CAMBIANO LA VITA
Voci che sono la mia è il libro in cui Matteo Caccia, tra i più famosi speaker radiofonici italiani e podcaster, voce di programmi ormai iconici come Amnésia o La piena e inventore del format Don’t tell my mom, racconta il suo rapporto con le storie. Che valore ha una storia? Perché sono così importanti per le nostre vite? Perché ci influenzano così tanto? Sono tutte domande che Matteo Caccia si pone all’interno delle pagine di Voci che sono la mia, partendo dall’enorme bagaglio di storie raccolto nel corso della sua ventennale carriera di narratore. Consapevole che sentire la necessità di raccontare una storia, saperla raccontare, non significa soltanto intrattenere un pubblico, ma cambiare – ogni volta, a ogni racconto – la sua visione del mondo di ciascuno di noi. Il nostro modo di dare anima allo spazio che abitiamo.
VERA GHENO E JENNIFER GUERRA / NON SI PUÒ PIÙ DIRE NIENTE? PUNTI DI VISTA SU POLITICAMENTE CORRETTO E CANCEL CULTURE
Proposte di legge per contrastare le discriminazioni, discussioni parlamentari sui sostantivi femminili, regolamenti aziendali che sanzionano comportamenti inappropriati, circolari scolastiche su tematiche di genere, partite sospese per cori nazisti… Da tempo i temi del politicamente corretto o del cancel culture sono all'ordine del giorno, investendo la sfera privata e quella pubblica. Dunque, Non si può più dire niente?. Questo è anche il titolo di un libro che contiene quattordici punti di vista di persone diverse che, pur non essendo d'accordo fra loro, si dichiarano comunque pronte a sedersi attorno a un tavolo per discutere. Come antidoto alla polarizzazione, ognuno dei 14 soggetti ha scelto di inquadrare il tema secondo i propri campi di interesse: Vera Gheno e Jennifer Guerra lo fanno sottolineando l'importanza delle parole.
GIADA MESSETTI / LA CINA OGGI
Cosa sappiamo della Cina? Che è la seconda potenza mondiale e che in un mondo multipolare il suo peso economico e politico è sempre più imprescindibile. Ma il racconto che si fa di questo Paese è troppo spesso legato a stereotipi o a luoghi comuni.
Giada Messetti da molti anni si occupa di Cina ed è diventata un punto di riferimento anche grazie ai saggi pubblicati. Al San Filippo Neri propone un viaggio originale e alla portata di tutti nella Cina odierna. Uno storytelling suggestivo accompagnato da immagini e video esplicativi per aiutarci a capire il Dragone.
MARCO CAPPATO
“Stasera vi parlerò di politica! Cosa ci può essere di più deprimente? Un tempo non era così: si parlava di politica al bar, in cucina al lavoro, ci si appassionava. Oggi chi parla di politica in una serata tra amici sa che la volta successiva non sarà più invitato. E invece… La politica può essere divertente e utile. Si può fare politica divertendosi. Si può fare politica anche senza eleggere nessuno e anche senza volere essere eletti.”
E’ la rivoluzione delle assemblee dei cittadini estratti a sorte. Marco Cappato, politico e attivista italiano, già esponente dei Radicali e attualmente Tesoriere dell'Associazione Luca Coscioni e “Co-Presidente di Eumans, proverà a spiegarlo con un gioco interattivo che coinvolgerà il pubblico.
VITO MANCUSO
Serve un'etica per i giorni difficili che stiamo vivendo. Più dell'energia del gas russo o di quella del sole e del vento; più dell'ennesimo vaccino; più di una legge elettorale che funzioni generando governi stabili; più di ogni altra urgenza sociale, politica e economica, noi abbiamo bisogno di etica. E' il pensiero di un intellettuale profondo come Vito Mancuso. “Credo che sia solo l'acqua ad essere più urgente dell'etica – scrive il teologo - Ma l'etica è l'acqua della nostra anima senza la quale l'interiorità inaridisce e alla fine muore. Quante sono le anime morte in corpi ancora vivi che si aggirano per le nostre città?”. E aggiunge: “Non so quanto sia attuale e condivisa questa mia ricerca di etica: a volte ho l'impressione che interessi a pochi, a volte a molti”. Di certo è un tema da indagare e sul quale avviare una profonda riflessione.
ORATORIO MANGANARO
ORATORIO MANGANARO
serata d'onore per Jean-Paul Manganaro in occasione della consegna del Premio Franco Quadri
Jean-Paul Manganaro, autore di Oratorio Carmelo Bene (il Saggiatore, 2022), sarà in dialogo con Luigi De Angelis (Fanny & Alexander). Modera il giornalista Claudio Cumani.
Lunedì 21 novembre 2022 / ore 20.30
BOLOGNA,
Oratorio San Filippo Neri
Via Manzoni 5
PAOLO VERDESCHI / SAN LORENZO SANTO STEFANO EXPRESS
Felice Ventresca, titolare di uno studio di architettura alquanto scalcinato, si ritrova ad indagare su alcune proprietà all’interno di uno dei palazzi bombardati il 19 luglio 1943 nel quartiere romano di San Lorenzo. La necessità di scoprire il proprietario e i suoi eredi è legata a un possibile incarico di ristrutturazione. Ventresca, il suo socio e la sua segretaria arriveranno a scoprire, non senza pericolo, una storia che nasce durante l’occupazione nazista di Roma: collaborazionismo, affari illeciti con le truppe occupanti ma anche resistenza nel nome della libertà e dell’arte. Verdeschi racconta con ironia Roma, il suo caos, i mille trucchi per destreggiarsi nella difficile quotidianità esistenziale e lavorativa nella Capitale, e parallelamente ricostruisce storie di sopravvivenza e salvezza durante l’occupazione nazista della città, di cui il palazzo bombardato e mai ricostruito è testimonianza.
PAOLO VERDESCHI
Nato a Roma nel 1952, si laurea in architettura nel 1979 e si occupa di restauro. Tra i suoi principali interventi, il restauro di villa La Saracena di Luigi Moretti a Santa Marinella (Roma). È nella commissione Osservatorio del ‘900 OAR e relatore a convegni e tiene conferenze nei corsi di Restauro del Moderno presso la Sapienza, Università di Roma. Ha pubblicato Un set A/9 con tie-break (Cicorivolta, 2014, introduzione di Nicola Pietrangeli) e il romanzo La saracena (CSA, 2017).
ERROR DAY 2022 / VIATICO PER DEVIATI spettacolo senza sottotitolo
“Zia a noi piacciono le cose brutte”
— Pietro 12 anni
Deviazioni, paesaggi alieni, istruzioni per smarrirsi e lasciare la via principale e dirigersi altrove, imboccando la strada di linguaggi creativi per divagare, nella letteratura condotti da Ermanno Cavazzoni, Alberto Piancastelli e da Stefano Tonietto, nella musica diretti da Massimo Privitera con i canoni di Padre Giovanni Battista Martini, nella moda con Antonio Saturnino (Ai ragazzi piacciono le cose brutte?) e altri declini. Cullati da “il mio Kant libero” delle MissErrabili, questa edizione dell’ErrorDay è prevalentemente destinata a un pubblico cui si vogliono offrire originali e difficili divagazioni per perdersi senza paura.
Di e con Clelia Sedda, Ermanno Cavazzoni, Massimo Privitera, Antonio Saturnino, Alberto Piancastelli, Stefano Tonietto, le MissErrabili, Alessandra Giura Longo e altri illustri erroristi.
ERROR DAY SYMPOSIUM. Incontri di approfondimento guidati da Clelia Sedda, Annagiulia Gramenzi, Vittorio Riguzzi ed altri ospiti, per riflettere sulla differenza storica tra normale e patologico e su come la storia del pensiero occidentale sia tracciata da grandi errori e grandi “eretici”, folli, visionari, sobillatori o “poveri di spirito” che poi hanno cambiato il mondo.
L’ERRORDAY si articola in una serie di incontri sul tema dell’errore e su come questo concetto influenzi ambiti della cultura e della ricerca, offrendo contenuti e linguaggi creativi. Le precedenti edizioni sono state ospitate nelle sedi di istituzioni quali la Cineteca, l’Aula magna dell’Accademia di Belle Arti, la Cappella Farnese di Palazzo d’Accursio, il Foyer Rossini col terrazzo del Teatro Comunale, l’Aula Biagi della Sala Borsa, l’Oratorio di San Filippo Neri. Per il 2022 la manifestazione si articolerà nella Giornata mondiale dell’errore e in due giornate di approfondimento, i simposi, guidati da Clelia Sedda con Annagiulia Gramenzi e altri ospiti d’errore. Il primo simposio si terrà a novembre.
Stefano Tonietto (Padova, 1960), è poeta comicavalleresco (Olimpio da Vetrego, poema in ottave di 37.000 endecasillabi, Inchiostro 2010), fingitore di cultura classica (Letteratura latina inesistente, Quodlibet 2017; Altri dodici Cesari, Exòrma 2022) e traduttore di Dante in italiano lipogrammatico (Il Divino Intreccio. Inferno, in riga 2021).
Massimo Privitera è un musicologo dell'Università di Palermo, che abita prevalentemente la polifonia del tardo Rinascimento, ma frequenta anche il café-concert, la canzone napoletana, i musical cinematografici. In trent'anni di attività ha diretto cori di varia formazione, e ha fondato il Gruppo vocale Tens Clar (Bologna) e il Coro polifonico dell'Università della Calabria (Cosenza).
Antonio Saturnino, a seguito di un percorso di studi Umanistici, nel 2005 si dedica al sartoriale/custom-made e alla produzione industriale degli accessori, soprattutto calzature. La sua attività professionale include l’organizzazione di workshop e corsi di alta formazione. ll suo nuovo progetto di linea sartoriale femminile Antonio Saturnino© è un invito al confronto sistematico con le tematiche della sostenibilità, della circolarità e dell’inclusività.
www.errorday.it
www.erroracademy.it/
GIOVANNI BRIZZI E FULVIO CAMMARANO CON MICHELA PONZANI / LE TANTE MARCE SU ROMA NELLA STORIA
Da Brenno a Silla, fino a Giulio Cesare, l’antichità è ricca di marce e superamenti di confini, sacri e militari. Il racconto di Giovanni Brizzi, professore emerito di Storia romana, incontra quello sulle marce risorgimentali del 1831 e poi del 1867 fino a quel fatidico 28 ottobre 1922 di Fulvio Cammarano, professore di Storia contemporanea.